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Chiesa di San Biagio degli Armeni

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La chiesa di San Biagio degli Armeni è una chiesa di Roma, nel rione Ponte, situata in via Giulia, presso il Palazzo Sacchetti.

Storia

La chiesa di San Biagio degli Armeni, chiamata anche San Biagio della Pagnotta, si trova a Roma, nel rione Ponte, situata in via Giulia, presso il Palazzo Sacchetti

Nei documenti medievali la chiesa assume diversi nomi (San Biagio gastru secuta, gatta secuta,cantu securo, clatro secura, cantu secuta, monte secuto) tutti riconducibili all’espressione de cantu secuta, in riferimento al caput seccutae: nel XIII secolo il popolo chiamava seccuta la sponda del Tevere ove oggi corre via Giulia, e dove il fiume lasciava un ampio deposito di rena e limo.

La chiesa di San Biagio è antica, è ricordata più volte nei cataloghi medievali; era congiunta alla medesima una delle prime abbazie di Roma. Il nome San Biagio della Pagnotta viene dai piccoli pani benedetti che nel giorno della festa del Santo (il 3 febbraio) si distribuiscono al popolo ed in specie ai poveri. Questo pane ricorda le antiche eulogie eucaristiche, cioè i pani benedetti sostituiti all’eucaristia, che si dispensavano a quei fedeli che non s’accostavano durante il sacrificio alla Santa Comunione, quasi come immagine di questa, quando cominciò a scemare la divozione del popolo cristiano.

Nella relazione sullo stato temporale delle chiese di Roma nella seconda metà del secolo XVII la Chiesa di San Biagio, viene descritta così:

Da chi fosse fondata non si sa, ma si sa essere una delle chiese antichissime di Roma e che fusse il tempio di Nettuno. La chiesa è lunga palmi di passetto n. 60 larga 41 alta 44. Con antico organo: il campanile è di struttura antica con due campane, una assai grande. Nell’ altare della Madonna fu fondata la congregazione del suffragio l’ anno 1618 incirca. Ha 5 sepolture; ha il cimitero vicino alla sacrestia circondato di muro con una croce grande di legno et altre piccole di ferro. Ha annessa la cura delle anime, il curato è nominato dal R. Capitolo di S. Pietro alla cui basilica la chiesa fu unita da Gregorio IV l’ anno 1431 incirca. Ha case e famiglie 298, anime d’ogni sorta 1533, carcerati circa 200 l’entrata del curato è scudi 221.”

La chiesa
rimase annessa all’abbazia fino al secolo XV; ma, mancati i monaci, fu modificata a commenda: nel 1539 il Card. commendatario Gustavo Cesarini la rinunziò a favore del capitolo vaticano, e divenne così parrocchia.

L’origine della Chiesa, infatti, è precedente il X secolo, ma è ricordata per la prima volta in una epigrafe che si trova al suo interno, datata 1072, ed in cui si ricorda che l’abate Domenico, del monastero annesso, riedificò la chiesa sotto il pontificato di papa Alessandro II.

Nel 1836 papa Gregorio XVI affidò la chiesa agli Armeni, che dimoravano presso S. Maria Egiziaca.

Descrizione

 L’odierna facciata della chiesa è opera di Giovanni Antonio Perfetti, a cui si deve anche il rifacimento settecentesco della chiesa; in alto si trova un affresco raffigurante San Biagio che compie il miracolo.

All’interno, rinnovato da Filippo Navone nella prima parte dell’Ottocento, sono conservate le reliquie della gola di San Biagio, un affresco di Angeli in atto di adorare il Sacramento di Pietro da Cortona, ed una Immagine della Madonna delle grazie (1671).

Orario Celebrazioni

Recita dei Vespri – sabato alle ore 18.00
Santa Messa in Rito Armeno – sabato alle ore 18.30

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“Ponte – s Biagio degli Armeni interno 1130173” di Lalupa – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ponte_-_s_Biagio_degli_Armeni_interno_1130173.JPG#/media/File:Ponte_-_s_Biagio_degli_Armeni_interno_1130173.JPG

 

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