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Cimitero acattolico di Roma

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LuciusCommons

Storia

Dal momento che le norme della Chiesa cattolica vietavano di seppellire in terra consacrata i non cattolici — tra cui i protestanti, gli ebrei e gli ortodossi — nonché i suicidi, questi, dopo morte, erano “espulsi” dalla comunità cristiana cittadina e inumati fuori dalle mura (o al margine estremo delle stesse). Le inumazioni avvenivano di notte per evitare manifestazioni di fanatismo religioso e per preservare l’incolumità di coloro che partecipavano ai riti funebri. Un’eccezione venne fatta per Sir Walter Synod, che nel 1821 riuscì a far seppellire la propria figlia in pieno giorno e, per farsi tutelare da incursioni di fanatici, si fece accompagnare da un drappello di guardie.

Un cimitero dedicato agli attori, ad esempio, era fuori Porta Pinciana, dove adesso corre via del Muro Torto; il cimitero degli ebrei invece era sulla collina dell’Aventino di fronte al circo Massimo — ora vi si trova il roseto comunale.

Nel XVIII secolo e nel XIX secolo la zona del cimitero acattolico era chiamata “I prati del popolo romano”. Si trattava di un’area di proprietà pubblica, dove si pascolava il bestiame, si conserva il vino nelle cavità createsi nel Monte dei cocci, dove i romani andavano a svagarsi. Dominava il tutto la Piramide di Caio Cestio che da secoli era uno dei monumenti più visitati dell’Urbe. Furono gli stessi acattolici a scegliere quei luoghi per le sepolture e ciò fu loro consentito da una deliberazione del Sant’Uffizio che nel 1671 acconsentì che ai “Signori non cattolici” cui toccava di morire in città venisse risparmiata l’onta di trovare sepoltura assieme alle prostitute e ai peccatori nel cimitero del Muro Torto. La prima sepoltura di un protestante di cui si abbia notizia – ma altre dovettero quasi certamente precederla – fu quella di un seguace del re esule Giacomo Stuart, dal nome di William Arthur, che morì a Roma dove era giunto per sfuggire alle repressioni seguite alle sconfitte dei giacobiti in Scozia. Seguirono altre tumulazioni, che non riguardarono solo cortigiani del sovrano Stuart che si era intanto stabilito a Roma. Il cronista Francesco Valesio riporta per il 1732 la notizia che il tesoriere del re d’Inghilterra, William Ellis, fu sepolto ai piedi della Piramide, accennando ad un uso consolidato. Nel tempo l’area aveva infatti acquisito la qualifica di cimitero degli inglesi, anche se i sepolti non provennero solo dal Regno Unito.

Le prime sepolture non furono evidenziate da alcuna memoria sepolcrale, che presero ad essere realizzate nella seconda metà del ‘700. Così ad esempio avvenne per quella di uno studente di Oxford, chiamato Langton, morto nel 1738 a 25 anni battendo violentemente la testa cadendo da cavallo. Secondo una diceria, Langton tenne un colloquio con il papa, nel quale espresse il desiderio di essere sepolto a Roma presso la Piramide Cestia. Quando, nel 1928, si tennero degli scavi presso la Piramide Cestia, fu ritrovata la tomba di Langton, con la stessa iscrizione che ora è apposta sulla sua lapide.

Per quanto molti abbiano creduto di individuare concessioni papali, il sepolcreto si sviluppò senza alcun riconoscimento ufficiale e solo alla fine del ‘700 le autorità presero ad occuparsene: ad essere investiti di funzioni furono le autorità laiche nella figura dei Conservatori del Campidoglio e quelle ecclesiastiche, Vicario di Roma e Vicegerente. Controlli assai blandi per la verità e solo negli anni Venti del XIX secolo il Governo incaricò un custode di sorvegliare l’area e le funzioni cimiteriali. Il disinteresse pubblico era soprattutto determinato dal fatto che nella mentalità corrente, ove i cattolici concepivano la sola sepoltura nelle chiese, la disponibilità di un cimitero che prevedeva tumulazioni nella nuda terra non veniva considerata un privilegio.

Nel 1803 fu sepolto uno dei figli di Guglielmo von Humboldt, un ministro di Prussia presso la Santa Sede, che aveva chiesto un appezzamento di terreno per seppellire sé stesso e i suoi familiari. Questo terreno, che anticamente era delimitato, si trova ora all’interno dell’area cimiteriale e sono rimasti alcuni pilastri della recinzione. Successivamente vi trovò sepoltura anche la moglie del ministro.

All’inizio del XIX secolo nell’area cimiteriale sorgevano solo degli agrifogli, e non vi erano altri ripari per le tombe sparse nella campagna, ove pascolavano le greggi. I cipressi che adornano il cimitero sono stati impiantati successivamente.

Negli anni Venti dell’Ottocento la parte originaria del sepolcreto fu chiusa e si provvide alla realizzazione di un nuovo “recinto”, delimitato oltretutto da mura, che fu poi seguito da altre estensioni.

Nel 1824 venne fatto erigere un fossato che cingeva la parte antica del cimitero. Anticamente erano vietate le croci o le iscrizioni, come in tutti i cimiteri acattolici, perlomeno fino al 1870. Nel 1918 furono vietate le inumazioni.

Da tempo vi sono tombe comuni suddivise per nazioni: Germania, Grecia, Svezia e Romania (destinata ai romeni ortodossi apolidi).

Come indica il nome ufficiale, il Cimitero acattolico di Roma è destinato all’estremo riposo in generale dei non-cattolici stranieri, senza distinzione di nazionalità. Per lo spazio esiguo a disposizione e per mantenere intatto il carattere del luogo, solo eccezionalmente viene concessa la sepoltura a italiani illustri che, per la cultura alternativa espressa in vita (“straniera” rispetto a quella dominante), per la qualità della loro opera, o per le circostanze della vita siano stati in qualche modo “stranieri” nel proprio paese. Tra loro, il politico Antonio Gramsci e lo scrittore Dario Bellezza.

Al 2011 la custodia e la gestione del cimitero era affidata alle rappresentanze straniere in Italia.

I grandi, centenari cipressi, il prato verde che circonda parte delle tombe, la bianca piramide che svetta dietro la recinzione di mura romane, insieme ai gatti che prendono il sole e passeggiano indisturbati tra le lapidi redatte in tutte le lingue del mondo, conferiscono a questo piccolo cimitero uno stile inimitabile.

Personaggi famosi sepolti nel cimitero

John Keats

 Tra le numerose tombe di personaggi celebri è da ricordare quella del poeta inglese John Keats (1795-1821). Keats morì a Roma di tubercolosi. Il suo epitaffio, che non lo cita per nome, fu commissionato dai suoi amiciJoseph Severn e Charles Brown:
(EN)« This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water »(IT)« Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua” »

Poco distante, una lastra marmorea, in risposta a questa frase mostra la seguente: Keats! Se il tuo caro nome fu scritto sull’acqua, ogni goccia è caduta dal volto di chi ti piange.

L’amico di Keats, Joseph Severn, nelle sue lettere indica con esattezza la data e l’ora della morte di Keats. Il poeta sarebbe morto intorno alle undici della sera del 23 febbraio 1821. L’iscrizione sulla sua tomba, tuttavia, riporta la data del 24 febbraio 1821; non si tratta, però, di un errore dell’incisore. A Roma, in quel periodo, il nuovo giorno iniziava nel momento in cui, la sera, le campane suonavano l’Ave Maria, e in tutte le chiese veniva cantato o recitato l’Angelus. Questo avveniva all’incirca mezz’ora dopo il tramonto, quindi anche l’inizio del canto poteva variare a seconda del periodo dell’anno. Severn si attenne al metodo inglese di calcolare l’inizio del giorno, mentre per le autorità romane il giorno del 24 febbraio era già iniziato quando Keats morì, e perciò la data del 24 venne registrata nei documenti ufficiali.

Percy Shelley

Shelley (1792-1822) fu un poeta inglese che annegò nell’affondamento del suo vascello al largo della costa tirrenica fra Portovenere e la Toscana e fu cremato sulla spiaggia vicino a Viareggio, là dove le onde avevano spinto il suo corpo. Le sue ceneri furono sepolte nel cimitero protestante; il suo cuore, che il suo amico Edward John Trelawny aveva strappato dalle fiamme, fu conservato dalla sua vedova, Mary Shelley, fino alla sua morte e fu sepolto con lei a Bournemouth. L’epigrafe, in riferimento alla sua morte in mare, riprende tre versi del canto di Ariel dalla “Tempesta” di Shakespeare: “Nothing of him that doth fade, but doth suffer a sea change, into something rich and strange” (Niente di lui si dissolve ma subisce una metamorfosi marina per divenire qualcosa di ricco e strano).

Antonio Gramsci

La sepoltura di Antonio Gramsci è stata immortalata dai versi di Pier Paolo Pasolini ne Le ceneri di Gramsci:
« Uno straccetto rosso, come quello/ arrotolato al collo ai partigiani/ e, presso l’urna, sul terreno cereo,/ diversamente rossi, due gerani./ Lì tu stai, bandito e con dura eleganza/ non cattolica, elencato tra estranei/ morti: Le ceneri di Gramsci… »

La lapide apposta sopra l’urna contiene le semplici parole “Cinera Antonii Gramscii”; la frase latina è in realtà imprecisa, dovrebbe recitare infatti: “Cineres Antonii Gramscii”.

Poiché il cimitero accoglie soltanto i resti di persone non appartenenti alla religione cattolico-romana (sebbene sia stata fatta qualche eccezione per alcune persone famose), potrebbe sembrare che per Gramsci, italiano e battezzato cattolico, la regola non sia stata applicata; in realtà non è così. Le ceneri di Gramsci furono trasferite solo nel 1938 nella tomba di famiglia concessa l’anno precedente a sua cognata, Tatiana Schucht, residente a Roma. Gli Schucht erano cittadini sovietici di confessione ortodossa, e Gramsci aveva diritto ad essere sepolto nel cimitero in quanto marito della sorella di Tatiana, Giulia. Alla fine, comunque, nessuno degli Schucht venne sepolto nella tomba di famiglia. Sul retro della lapide, tuttavia, è riportata una iscrizione commemorativa dedicata al padre delle due sorelle, Apollo Schucht, e alla sorella maggiore Nadine.

Orario di ingresso
Lunedi – sabato 9:00 – 17:00 (ultimo ingresso 16:30)
Domenica e festivi 9.00 – 13.00 (ultimo ingresso 12.30)

Vi diamo il benvenuto a visitare il Cimitero sia che lo facciate individualmente sia in piccoli gruppi di famiglia o amici. Per gruppi più grandi, leggete qui di seguito.

Visite di gruppo
Siamo lieti di accogliere visite di gruppo ma vi chiediamo cortesemente di inviarci una e-mail all’indirizzoornella.forte@cemeteryrome.it con almeno una settimana di anticipo. Questo al fine di evitare sovraffollamenti e garantire a voi una piacevole visita. Siete pregati di indicare nella e-mail le seguenti informazioni: l’origine del vostro gruppo, il nome della persona responsabile/ capogruppo e suoi contatti, data e orario di visita, numero di persone partecipanti.

IMPORTANTE: a causa degli spazi ristretti nel Cimitero, ogni gruppo non può superare le 20 persone. Nel caso di gruppi più numerosi, questi devono essere divisi in due o più gruppi, ognuno con un suo accompagnatore/guida.

Preghiamo gentilmente ciascun partecipante alla visita di gruppo di lasciare almeno € 3,00 a persona come donazione. Tutte le donazioni vengono utilizzate per il mantenimento di questo Cimitero privato che è anche un importante sito storico.

Per informazioni: http://www.cemeteryrome.it/

Visite di gruppo guidate

Il Cimitero è in grado di fornire una guida in italiano, inglese e tedesco per gruppi composti da un minimo di 10 ad un massimo di 20 persone. La visita ha la durata approssimativa di 1 ora. Vi preghiamo di riempire il modello che trovate sul sito sotto la voce visite guidate e di inviarcelo con congruo anticipo rispetto alla visita che intendete effettuare.

Per le visite di gruppo con guida, si chiede una donazione di € 4,00 a persona (€ 3,00 a persona per le scuole). Tutte le donazioni vengono utilizzate per il mantenimento di questo Cimitero privato che è anche un importante sito storico.

Informazioni per i capi gruppo
I capi gruppo dovrebbero leggere il Regolamento per i Visitatori ed assicurarsi che i componenti del proprio gruppo lo osservino. Se si è prenotata una visita e si desidera cancellarla oppure se si prevede di arrivare in ritardo, si prega voler telefonare al Cimitero il più presto possibile.

Al momento del vostro arrivo al Cimitero per la visita, recatevi al Centro Visitatori per lasciare le vostre donazioni e per ricevere aggiornamenti.

Desideriamo rammentare che il terreno nel Cimitero è irregolare – è necessario indossare scarpe comode!

Il Cimitero dispone di bagni, ma non di punti di ristoro – un gran numero di bar e ristoranti si trovano nella adiacente zona di Testaccio, a pochi minuti di strada a piedi dal Cimitero.

Per poter meglio pianificare la vostra visita, potete consultare laMappa del Cimitero. Per conoscere i nostri eventi più recenti, consultate la nostra Newsletter degli Amici del Cimitero. Se desiderate aiutare il Cimitero, visitate la sezione Gli Amici del Cimitero, oppure Volontari.

Dai nostri giardini si gode una eccellente vista della Piramide di Cestio ma non esiste accesso dal Cimitero alla Piramide.

Contatti
Via Caio Cestio, 6
00153 Roma
Tel +39 06 5741900
Fax +39 06 5741320

mail@cemeteryrome.it

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