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IL CINEMA IN PIAZZA 2019 – Ostia – Cervelletta – Trastevere San CosimatoIn primo piano

IL CINEMA IN PIAZZA 2019 – Ostia – Cervelletta – Trastevere San Cosimato

IL CINEMA IN PIAZZA 2019

Porto turistico di Ostia – Tor Sapienza Cervelletta – Trastevere San Cosimato

Dove e Quando

1 giu – 1 ago · Trastevere San Cosimato

13 giu – 28 lug · Tor Sapienza – Casale della Cervelletta

22 giu – 27 lug · Porto Turistico di Roma · Ostia (Roma)

Sito ufficiale della manifestazione: https://ilcinemainpiazza.it/

Programma delle tre “piazze”

Scarica il pdf del sito ufficiale

Programma dal sito ufficiale

 

Foto delle “arene”

 

Presentazione de “I ragazzi del Cinema America”

C’era una volta una piazza grigia, un po’ dimenticata, freneticamente attraversata da chiunque, ma mai abitata da nessuno. E c’era una volta un gruppo di ragazzi, che dico, di mezzipazzi, che passando di lì ogni giorno, iniziava a sognarla con occhi nuovi, magari gremita di gente e attraversata da una danza di idee ed emozioni. Quei ragazzi passavano giornate intere a immaginare una piazza diversa, viva perché partecipata, colorata perché costruita non di cemento ma di relazioni. Un giorno ebbero l’idea di accendere un proiettore e srotolare un telo davanti a tante sedioline.

In un attimo, sotto un cielo di stelle, un manto d’amore ricoprì l’intera piazza. La gente accorreva da tutte le parti, tutti ma proprio tutti potevano partecipare. La folla sognava sotto lo schermo e poi si riversava per le stradine del quartiere, riportando vita anche ai tanti negozi lì disseminati. Intanto i ragazzi smontavano e rimontavano tutto ogni sera (compreso lo schermo da arrotolare!) e di giorno tornavano alle loro vite di sempre, tra i libri o a lavoro.

Quell’estate ci presero talmente tanto gusto, che si ripromisero di fare le cose in grande per l’estate successiva. E anche se i rischi, gli ostacoli e la fatica andavano aumentando, anno dopo anno, continuarono la loro folle impresa. Perché erano animati da un amore sincero, per la piazza, per le persone, per la cultura libera, accessibile a tutti, e per la politica, cioè per il senso di polis che stavano costruendo. Roba da non crederci, ma quella piazza divenne teatro di una delle più grandi manifestazioni culturali della città: migliaia di persone correvano fin lì, armate di cuscini e sgabelletti. I bambini si chiedevano che strani poteri magici avesse, perché ridava vita persino ai nonni stanchi, che non vedevano l’ora di scendere giù. Capirono, infine, l’unico segreto: finalmente si poteva stare tutti insieme, in libertà, cioè ognuno come gli pare, ma secondo regole comuni.

Quei bambini, che si sa son più acuti degli adulti, iniziarono ad amare quella piazza e trascinarono giù mamme e papà. In tanti ogni sera si fermavano a pulire, prendendosi cura di quel posto, fino a quel momento dimenticato dalle istituzioni cittadine. In molti erano grati a quei ragazzi, perché con il loro sacrificio avevano offerto una nuova possibilità a tutta la città. Alcuni invece si lamentavano del chiasso, non capendo che dovevano solo imparare a coglierne la musica interiore. Altri ancora, iniziavano a preoccuparsi delle capacità di quei ragazzi, che, partendo da zero, senza alcun titolo, avevano saputo costruire una tale meraviglia.

Un giorno, non avendo altri strumenti per rispondere alla sfida dei ragazzi, fecero quello che fa ogni forma di potere, se tenuta ciecamente. Usarono la legge del più forte e, con piroette burocratiche, provarono a sottrarre la piazza ai ragazzi, usando, ironia della sorte, la loro idea per assegnarla a qualcun altro. Non fu tanto il gesto, quanto l’intenzione a ferire grandi e piccini. Era chiaro che il bene comune, per cui i ragazzi avevano tanto lottato, stava passando in secondo piano, schiacciato dall’istinto di sopraffazione.
Ma questa è un’altra storia, che per una cantastorie come me è troppo brutta da raccontare (e ancor prima è difficile accettare).

Preferisco pensare che c’era una volta una piazza grigia, un po’ dimenticata, che ora non c’è più, o meglio non ci sarà mai più, perché l’amore di quei ragazzi l’ha rivoluzionata.
E se un amore è forte e generoso, proprio come questo, vince ogni battaglia e continua a seminare, sperando che altri raccolgano i frutti del suo dolore.

 

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