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Santo Spirito in Sassia (santuario della Divina Misericordia)

Santo Spirito in Sassia (santuario della Divina Misericordia)

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La chiesa di Santo Spirito in Sassia è un luogo di culto cattolico di Roma, costruito nel XII secolo sul sito della schola Saxonum fondata da re Ine del Wessex nell’VIII secolo.

Orario e Contatti

Tutti i giorni dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30
domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
Orario Messe:
Festivi: 11.00-12.30-18.30
Feriali: 7.30-18.30
Durante la celebrazione della Santa Messa non è possibile visitare la chiesa
Gli orari possono subire cambiamenti. Si suggerisce di verificare contattando la chiesa

Centro di Spiritualità della Divina Misericordia
istituito canonicamente nel mese di Gennaio del 1994 per volontà del Santo Padre Giovanni Paolo II e per decreto del Cardinale Vicario Camillo Ruini
Via dei Penitenzieri, 12
Telefono: 0039 06 6879310
Sito ufficiale: http://www.divinamisericordia.it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/divinamisericordiaroma

Storia della chiesa

Il re dei Sassoni Ine del Wessex costruì (726/728) nel luogo ove ora si erge la basilica la schola Saxonum, un istituto di accoglienza per i pellegrini sassoni a Roma. Nel XII secolo venne costruita una chiesa, che prese il nome di Sassia dalla schola. Nel 1475 la chiesa fu unita al vicino ospedale del Santo Spirito per ordine di papa Sisto IV. Il sacco di Roma (1527) causò danni alla chiesa, che fu ricostruita (1538-1545) da Antonio da Sangallo il Giovane anche con il contributo del patriarca Giulio Cesare Gonzaga. La facciata fu costruita da Ottavio Mascherino, su disegno del Sangallo, nel 1585-1590, per volere di papa Sisto V.

La facciata è a due livelli, con paraste di ordine corinzio che dividono il livello inferiore in cinque campate e quello superiore in tre. Un rosone circolare si apre nella fascia superiore, e al di sopra campeggia lo stemma di Sisto V. La singola navata centrale è affiancata da dieci cappelle.

Tra gli affreschi, risalenti al XVI e XVII secolo, vanno ricordati soprattutto i capolavori di Livio Agresti: gli affreschi nella cappella Gonzaga, con il Presepe, la Pietà, la Resurrezione e le Scene bibliche, portati a termine nel 1557; quelli del 1574 nella cappella della Trinità con il Gesù risana lo storpio, Gesù risana il cieco e altre Scene bibliche, e, nella volta, con la Visitazione, L’Annunciazione e L’Incoronazione di Maria, nonché con la pala dell’Assunzione nell’altare. Rimarranno incompiuti alla sua morte, nel 1579, gli affreschi della Nascita e della Circoncisione di Gesù, completati da Giovanni Battista Lombardelli e Paris Nogari. Del grande successo di quest’opera testimoniano le lettere al committente Alfonso Gonzaga dello stesso Agresti e di Girolamo da Ponte, che scrive di aver invitato il vecchio Michelangelo a vedere gli affreschi. Si può notare anche la Pentecoste di Jacopo Zucchi.

Una processione del Velo della Veronica aveva origine da San Pietro in Vaticano per terminare qui, con il papa che celebrava messa a Santo Spirito. Questa messa garantiva l’indulgenza plenaria ed era occasione per un distribuzione di denaro ai poveri.

L’arcispedale di Santo Spirito

Da secoli a fianco della chiesa era sorto un ospedale (inizialmente una istituzione riservata ad ospitare i pellegrini sassoni e poi i bambini abbandonati) a fianco della quale in epoca moderna è sorto un Nuovo Ospedale.

Il Banco di Santo Spirito

Il Banco di Santo Spirito fu fondato nel 1605 da papa Paolo V presso l’arcispedale di Santo Spirito in Saxia a Roma. Rifondato dopo la crisi degli ultimi anni dell’Ottocento, divenne poi dell’IRI per confluire, poi, nella Banca di Roma.

Il santuario della Divina Misericordia

Foto facebok

Interno della Chiesa – Foto facebook

La chiesa di Santo Spirito anche dopo le secolarizzazioni dei beni ecclesiastici ha continuato a fungere da punto di riferimento spirituale per le esigenze dell’ospedale, anche per la presenza di una Confraternita Ospedaliera. Nello stesso tempo fungeva anche da parrocchia per San Pietro, per tutto il territorio di detta parrocchia nello stato italiano, anche dopo il riconoscimento dello Stato Città del Vaticano.

Nel 1986, quando l’intera zona aveva perso abitanti, perché le abitazioni erano ormai diventati uffici, cessò la funzione parrocchiale. Nel 1993 fu eretta sede cardinalizia diaconale. Nello stesso tempo il cardinale Camillo Ruini, vicario del papa, la promosse a Centro di Spiritualità della Divina Misericordia, legato alla figura di suor Faustina Kowalska, successivamente proclamata santa dalla Chiesa cattolica. La chiesa dello Spirito Santo assunse anche il nome di santuario della Divina Misericordia.[1] Attualmente, la diaconia associata alla Chiesa, quella di Santo Spirito in Sassia, è vacante dal 22 novembre 2014, giorno della morte del cardinale Fiorenzo Angelini.

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